Parma Meravigliosa

Agile, scorrevole, spigliata, esaustiva dei luoghi comuni e non comuni riguardanti la nostra città, è “Parma Meravigliosa”, della concittadina Teresa Giulietti.

Più che una guida, una narrazione, rivolta tanto ai visitatori quanto ai parmigiani, perché reimparino la loro città, la vedano come un organismo che, pur ritenendo le concrezioni del passato, è capace sempre di nuova vita e nuove sorprese.

Il cicerone che ci prende per mano nell’esplorazione delle strade, dei monumenti, delle atmosfere cittadine, ha una sensibilità particolare e, avendo studiato arte, può parlare con cognizione di causa della “capigliara”, il turbante indossato dalla “Schiava turca” del Parmigianino, del vortice di corpi dalle anatomie ardite che danzano nella luce d’oro della cupola correggesca in Duomo, o delle architetture metafisiche della Pilotta. Ma in più ci mette la faccia, narra in prima persona, mischia alle notizie opinioni e ricordi personali. Insomma, è innamorata della propria città e ne parla, come dice Carlo Lucarelli nella prefazione, “con sincerità e passione.”

La guida- racconto prende in esame tutti, ma proprio tutti gli aspetti della città, dalla supposta “puzza sotto il naso” degli abitanti, alle violette della Duchessa, alla tradizione canora, l’eleganza delle donne, il cibo, il Cigno di Busseto, le osterie di qua e di là dall’acqua, i rapper e molto altro ancora, e di ogni aspetto fornisce particolari inediti.

L’osteria del Piave, ad esempio, non si chiamava così per omaggio al fiume, ma perché era frequentata soprattutto da donne, il cui chiacchiericcio nel sorbire una scodella di rosso assomigliava appunto al rumore delle acque; di Giuseppe Verdi giustamente Giulietti non fornisce un ritratto particolareggiato-troppa la letteratura su di lui-ma lo ritrae in un episodio inedito quando, andato temporaneamente ad abitare in uno dei palazzi più belli di Busseto, i concittadini bigotti gli tirarono sassi alle finestre, non gradendo la sua convivenza more uxorio con la Strepponi. E ancora, nel Medioevo e nel Rinascimento, Parma capitale della carta, di cui era apprezzata ovunque la consistenza e la qualità, così come quella dei fustagni e delle lane; la vita travagliata ma ricca di soddisfazioni di Italo Ferrari, padre dei burattini Sandrone, Fagiolino e Bargnocla, gli Arditi del Popolo e i loggionisti, gli artigiani e i collezionisti.

Documentazione rigorosa, capacità affabulatoria, metafore efficaci, Giulietti dispiega sotto i nostri occhi i tesori di una città in amore, per usare le parole di Bevilacqua.

C’è molto da imparare da “Parma meravigliosa”, ma lo si fa senza sforzo, trasportati dal ritmo lieve della scrittura.

Francesca Avanzini

Parma meravigliosa, Edizioni della Sera, pp. 257, € 14