About Francesca Avanzini

Come traduttrice la mia carriera è iniziata nel 1993 con La Tartaruga, per cui ho tradotto soprattutto Margaret Atwood (“Le Uova di Barbablù”, “Vera spazzatura”) ma anche, sempre per restare in Canada, Jane Urqhuart (“Niagara”).
E poi George Eliot (“Il velo strappato”) Marilyn French (“La mia estate con George”) e due antologie (“Quel tipo di donna” e “Brivido caldo”).

È stato un incontro fortunato, quello con La Tartaruga, che mi ha anche portato a pubblicare un racconto lungo (“Piccola Città”) incluso nell’antologia “Racconta 2“. Dall’incontro si è accentuato il mio gusto per la narrativa femminile, anche se ho tradotto pure saggi (“Lettere di donne che amano troppo”, di Robin Norwood) per Lyra Edizioni, “Amore e sporcizia” della storica Diane Atkinsons per Baldini Castoldi Dalai e autori come Bernard Mc Laverty (“Un istante di felicità”, Guanda) e Joseph Conrad (“Cuore di Tenebra”, Mattioli, 1885).
Ai tempi del fortunatissimo film “Full Monty” ho pure tradotto, sempre per Baldini Castoldi Dalai il romanzo tratto da Wendy Holden dalla sceneggiatura.

Oh, veniamo a quello che ho scritto io.
Oltre al racconto citato sopra, ne ho scritti molti altri, ambientati perlopiù luoghi che conosco e con spunti quotidiani. Copio dal vero, non invento, non ho fantasia. Li ho pubblicati su varie riviste (Tuttestorie, La Scrittura, La Luna di Traverso, Via Dogana ecc.) e quotidiani (Il Resto del Carlino, La Gazzetta di Parma ecc.).
Con Il Grande Fiume ho collaborato per anni, fino a che non ha chiuso, un racconto a stagione.
Altri miei racconti sono inclusi in antologie, per esempio “La casa stregata”, in “Scrittori Parmigiani” edito da MUP, “A volte ritornano”, in “Sua Maestà l’Anolino” edito da Battei e “Manola e Rudi” in “C’er@ una volta” sempre di Battei.
Di libri totalmente miei ho scritto: “Paesaggi Feriali”, edito da Diabasis, una raccolta di racconti di viaggi perlopiù minimali, perché, se ti metti nella prospettiva del viaggio, a volte basta anche la strada di casa; “L’amore dei gatti e la bellezza delle galline” edizioni La Gatteria, una raccolta di racconti dedicata interamente agli animali, senza editing per pigrizia, con bellissime illustrazioni di Evelyne Nicod.
Nel 2015 ho scritto un romanzo, “Ha ballato una sola estate”, edizioni ycp, dove parlo di una ragazzina che diventa anoressica sullo sfondo del boom degli anni ’60. Ma non è triste, giuro.

Dal 1997 al 2015 ho collaborato alla terza pagina della Gazzetta di Parma con recensioni di libri, interviste, articoli di costume o di letteratura. È un mestiere che mi è piaciuto molto fare, mi ha portato a festival ed eventi, mi ha dato l’occasione di conoscere scrittori, filosofi, personaggi.
Tra le centinaia di interviste, le persone che mi hanno colpito di più sono lo scrittore egiziano Ala Al Aswani per la bravura e la disponibilità, il fondatore della Lonely Planet Tony Wheeler (nomen omen) per i profondi occhi blu che hanno visto, la geniale Margaret Atwood e l’altrettanto geniale Anita Desai.
Adesso vorrete sapere dei miei hobby, chiamiamoli così. Ah, ci sono un sacco di cose che mi interessano, più di quante avrò mai il tempo di fare. Una vera passione è il cinema, che non mi ha mai abbandonato dall’infanzia. Almeno una volta la settimana devo andarci, sennò smanio.

Come avrete capito, mi piace viaggiare, leggere (ça va sans dire) dipingere, anche se ora non lo faccio più per varie ragioni.
Adoro gli animali, i gatti in primis, ma anche cani e canidi, asini, maiali, rettili ecc. Mi piace molto andare a zonzo (flâner), camminare nella natura, nuotare. Prima di diventare troppo vecchia (ma forse lo sono già) vorrei riprendere lezioni di danza e di canto.
Mi piace cucinare una volta ogni tanto, per gli ospiti, mi piacciono i vestiti, mi piace la castagna, mi piace la lasagna, me gustas tu. Ah, certo, mi piace Manu Chao, David Bowie, Mozart, Nina Simone, quasi tutte le voci femminili nere, Amy Winehouse, Lou Reed, Michael Stipe ecc. ecc. ecc.