Dalla prefazione di Guido Conti
Il millenarismo un po’ allucinato, violento e senza speranza che sembra trasparire dalla quasi totalità di questi racconti trova forse la sua chiave di lettura più autenticamente “ovvia” nella ribellione che cova nell’inconscio collettivo. Una ribellione, questa volta, contro la noia del consumismo; contro l’istupidimento di massa; contro l’omologazione e il trasformismo indolore; contro la rimozione programmatica del dolore e della morte; contro la riduzione di tutto a pura apologia del piacere autoreferenziato: una ribellione più subdola e insidiosa di quanto gli ex sessantottini, che oggi siedono nel Palazzo, sembrino considerare. (…)

In questa raccolta compaiono narratrici alla prima prova, altre con poco più di un libro alle spalle, altre ancora, poetesse e saggiste, che scelgono di cimentarsi con un genere come il racconto, diverso dalla precedente attività letteraria. Esordienti in più di una maniera.