LABORATORIO MEMOIR

Come confermato dal Comune, il corso si terrà nelle date stabilite nonostante il corona virus, perché si tratta di un evento a numero chiuso. La sala dove si svolgeranno i corsi, inoltre, è ampia abbastanza per poter tenere le distanze prescritte.

In occasione di PARMA CAPITALE DELLA CULTURA 2020, nell’ambito del progetto “DONNE CHE RACCONTANO STORIE”, da un’idea di Daniela Rossi e con il sostegno del COMUNE DI PARMA, ASSESSORATO ALLE PARI OPPORTUNITÀ e la collaborazione di FRAGILI GUERRIERE, ILDE e PANTAREI, si organizza un Laboratorio di Scrittura sul seguente argomento:

SCRIVERE IL MEMOIR

Il corso è articolato in quattro lezioni di 2 ore ciascuna, per un totale di 8 ore, da tenersi presso la Biblioteca Guanda, Sala Salsi, nelle seguenti date:

sabato 14 marzo h 17-19

sabato 21 marzo h 17-19

sabato 28 marzo h 17-19

sabato 4 aprile h 17-19

Insegnante: Francesca Avanzini, scrittrice e critica letteraria

PROGRAMMA DEL CORSO

1a lezione, sabato 14 marzo

h 17-18: Elementi teorici: che cos’è il memoir; differenza tra memoir e altri generi autobiografici; autenticità emotiva più che cronologica; dire l’indicibile; uso della prima persona o terza soggettiva; punto di vista; incipit.Autori che si sono occupati di memoir

h 18-19 Esercizi di scrittura: 5 minuti di free writing: gli studenti scrivono un ricordo senza preoccuparsi troppo della grammatica, poi lo leggono agli altri.Incipit: lista di incipit su cui esercitarsi. Gli studenti ne scelgono alcuni a caso e scrivono ricordi a partire da quelli.Se rimane tempo, lettura e discussione, che altrimenti saranno rimandate alla lezione successiva.

 

2a lezione, sabato 21 marzo

h 17-18 Gli studenti leggono e commentano insieme all’insegnante alcuni incipit scritti la volta precedente o a casa; eventuali elementi teorici da mettere a punto che emergano dalla lettura degli elaborati: dialoghi, ambientazione, punteggiatura, coerenza del punto di vista, del linguaggio ecc.

h 18-19 Esercizi per sciogliere i ricordi e la penna : cluster (associazioni) a partire da una parola, immagine, verso ecc., che stimolino i ricordi degli studenti. Gli studenti poi ne scrivono con varie tecniche: andare e venire dal passato al presente, scrittura su due colonne per svincolarsi dalla cronologia e muoversi avanti e indietro nel tempo, associazione di due ricordi apparentemente estranei tra loro ecc. A casa verranno assegnati esercizi analoghi.

3a lezione, sabato 28 marzo

h 17-18 Lettura e commento di alcuni esercizi svolti a casa; eventuale messa a punto di elementi teorici.

h 18-19 Sciogliere i ricordi e la penna: lavoro sulle liste. Gli studenti scrivono liste di eventi pubblici del loro passato (canzoni, film, trasmissioni Tv, eventi politici) e si esercitano a scrivere su questi secondo vari criteri di selezione, per es. partendo dal secondo elemento della lista e scrivendo tre associazioni, scegliendone poi una e suddividendola in cinque momenti cronologici ecc.

4a lezione, sabato 4 aprile

h 17-18 Scrivere un memoir di non più di 30 pagine, che sarà iniziato a scuola e terminato a casa.

A partire dai testi scritti nelle lezioni precedenti, gli studenti individuano cinque temi ricorrenti, poi ne scelgono uno e scrivono associazioni: sono sufficienti per costruire un memoir? Ulteriori esercizi: suddividere un evento in 5 punti, iniziare a narrare dal 3, che è il “presente narrativo”, risalendo all’1 e 2 e poi riprendendo a raccontare dal 3 per narrare 4 e 5 ecc.; l’insegnante aiuta con l’uso dei tempi narrativi o altri eventuali punti critici.

H 18-19 Gli studenti scrivono la scheda del memoir, scegliendo un tema o un periodo della vita; struttura lineare, a cornice o altro; punto di vista (del presente, del passato o misto).Gli studenti scrivono la sinossi del loro memoir e poi iniziano a stenderlo.

L’insegnante si impegna a correggere a casa tutti gli elaborati (che le verranno spediti tramite email o consegnati a mano) e a contattare i vari studenti.

Se il miglior elaborato avrà caratteristiche sufficienti, sarà pubblicato in un’antologia di racconti femminili .

Il programma è suscettibile di lievi variazioni a seconda della risposta delle partecipanti.

Per la partecipazione è richiesto un contributo di € 50 che copre il costo dell’intero corso . Non è possibile iscriversi a singole lezioni.

Il laboratorio è rivolto a sole donne e il numero delle partecipanti è limitato a 15. Una volta superato il numero, non saranno più accettate iscrizioni.

Le iscrizioni devono pervenire al seguente indirizzo entro e non oltre il 10/3/20:

donnecheraccontanostorie@gmail.com

dove troverete anche le istruzioni per l’iscrizione

 

 

Fellini metafisico

 

Sopraffatti dalla fantasia felliniana, travolti dal gorgo delle immagini, si è poco pensato al “messaggio” e tantomeno alla funzione educativa dei film del maestro.

Senza nulla togliere alla sua arte, anzi, aggiungendovi una dimensione didattica in senso lato, Monica Vincenzi e Luigi Casa, coppia autoriale e nella vita, firmano “Fellini metafisico” che, uscendo a ridosso del centenario della nascita del regista, ne analizza tutti i film in una chiave insolita. Se nella vita Vincenzi è pedagogista clinica con un training psicologico di tutto rispetto, Casa, geologo, è anche scrittore e poeta, dunque la coppia è più che qualificata per una disamina dell’opera di Fellini in chiave junghiana, ulteriormente suffragata dal fatto che il regista frequentò lungamente Ernst Bernhard, uno psicoanalista che aveva lavorato direttamente con Jung e preso dimora a Roma.

L’assunto del libro è che, attraverso la messa in scena di archetipi universali, proprio come succede nelle favole, il regista ci comunichi messaggi utili per la vita di tutti i giorni, che possano guidarci lungo la strada (non a caso uno dei film di Fellini si intitola così) aiutandoci a tenere la rotta senza troppe deviazioni. Andando oltre le apparenze, il regista indaga sulla struttura profonda del reale – di qui la sua inclinazione metafisica-e sulla dimensione spirituale. Del tanto vituperato in ambiente ecclesiastico “La Dolce vita”, Fellini disse “Credevo di aver fatto un film religioso”. In effetti il tema dello smarrimento e del vagare nella notte, il tentennamento di fronte alle tante forme del femminile che si offrono al protagonista-alter ego di Federico, hanno a che fare con la vita dello spirito, come ben capì il gesuita Arpa che fu confidente di una vita e quasi padre spirituale di Fellini.

Uno dei miti-base, riproposto in molti film, è quello di Amore e Psiche dove, attraverso molteplici prove, si giunge all’affermazione di un amore che non è più cieco e solo carnale, ma presuppone un equilibrio di sacro e profano, un’integrazione di maschile e femminile dentro e fuori di sé. Di questa ricerca parlano film come Otto e mezzo, La Dolce vita e soprattutto Giulietta degli spiriti.

Molti altri sono gli archetipi di cui Fellini si serve per indagare il suo e il nostro mondo, dato che il suo cinema ha risvolti sociali, politici e di forte critica a tutti gli aspetti repressivi, incrostati e rigidi delle educazioni e istituzioni.

Sirene e seduttori, donne–bambine e predatori, clown e maschere, popolano l’universo fantastico di Fellini e rispecchiano le parti, gli incontri, il viaggio di un’anima, fino alla finale presa di coscienza di sé, l’accettazione dei propri talenti e l’armonizzazione dei conflitti.

Il libro sarà presentato domenica 19 gennaio alle ore 17.30 presso la libreria Fiaccadori.

 

Fellini metafisico, Armando Editore, pp.415, € 23